mar 24
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Il 24 marzo alle ore 17 è andata in onda un’intervista speciale, realizzata il 18 febbraio al QUBE di Roma ad Andrea Bove Leuzzi, cantante e leader degli
OTTO OHM
in occasione del loro secondo concerto
dall’uscita dell’ultimo lavoro,
COMBO.
Il file audio della trasmissione:
per chi volesse, MeddleTv ha realizzato un video dell’intervista, visibile all’indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=TtCt7oLQG1o
a seguire una recensione del concerto [...] [...more]
Il 24 marzo alle ore 17 è andata in onda un’intervista speciale, realizzata il 18 febbraio al QUBE di Roma ad Andrea Bove Leuzzi, cantante e leader degli

OTTO OHM
in occasione del loro secondo concerto
dall’uscita dell’ultimo lavoro,
COMBO.
Il file audio della trasmissione:
per chi volesse, MeddleTv ha realizzato un video dell’intervista, visibile all’indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=TtCt7oLQG1o
a seguire una recensione del concerto seguito all’intervista:
“E se il domani scivola su una bugia, fatti trovare pronto”
Via di Portonaccio, una scena apocalittica: la fila fuori, arriva fino al benzinaio! Dentro è ancora peggio, al primo piano ci sono ritratti sulle pareti, del tipo Madonna che pomicia con Britney Spears e Lady Gaga. Quest’ultima, mi renderà smaniosa per un bel po’… come mai su quelle pareti c’è lei e non Raffaella Carrà che già quarant’anni fa si affaccendava con canzoni di merda per farvi ballare, aveva lo stesso taglio di capelli e faceva pure la spaccata? Gulliver, mi trascina per le scale: non è tempo per digressioni filosofiche, per quelle, basta La Punk a casa (mentre studia si annoia così tanto che arriva addirittura a pensarmi)
Banale
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feb 21
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AGI E DIS-AGI
Vi devo confessare un disagio.
Io i Buzzcocks li conosco sì e no da due settimane (fischi e ululati dalla curva: me li merito e non griderò al razzismo becero dei tifosi). Se per conoscere mi si passi l’ascolto di una ventina di pezzi su Youtube. Lo so, lo so: vergogna! Ci sta.
E naturalmente [...] [...more]

AGI E DIS-AGI
Vi devo confessare un disagio.
Io i Buzzcocks li conosco sì e no da due settimane (fischi e ululati dalla curva: me li merito e non griderò al razzismo becero dei tifosi). Se per conoscere mi si passi l’ascolto di una ventina di pezzi su Youtube. Lo so, lo so: vergogna! Ci sta.
E naturalmente me li ero persi in quel del Forte Prenestino, anno di grazia 2006.
Che poi di nome li avevo presenti, ci mancherebbe. Chi è che non si è mai comprato una compilation5euri di musica punk giusto per darsi un tono da conoscitore del rock a trecentosessantagradi? (E’ una domanda retorica, basta co’ ‘sti fischi!). *
E non è questo il disagio più grande.
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feb 03
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Tags: auditorium, banale, concerto luminal roma 24 gennaio, concerto paolo benvegnù 24 gennaio, concerto tecnosospiri, fusoradio, lapunk, luminal, paolo benvegnù, radiosonar, recensioni, recensioni incaute, tecnosospiri
Illuminazioni e Tecnodeliri di Conoscenza
Ci vediamo con La Banale al solito bar. Notiamo una strana situazione, contraddistinta dal solito chitch periferico: sposa in bianco che posa davanti alla boutique “Magda Spose”, con tanto di limousine al seguito e l’immancabile sottofondo di My Heart Will Go On di Celine Dion, probabilmente la canzone più [...] [...more]

Illuminazioni e Tecnodeliri di Conoscenza
Ci vediamo con La Banale al solito bar. Notiamo una strana situazione, contraddistinta dal solito chitch periferico: sposa in bianco che posa davanti alla boutique “Magda Spose”, con tanto di limousine al seguito e l’immancabile sottofondo di My Heart Will Go On di Celine Dion, probabilmente la canzone più brutta di tutti i tempi. La rotta è L’Auditorium Parco della Musica, l’intenzione è quella di sentire i Luminal e Paolo Benvegnù in questa esclusiva location.
Consegno i cd masterizzati a La Banale che sta ascoltando Byork. Butta male? In effetti la mia socia ha avuto un confronto pesante e una notte difficile. Allora ci vogliono i Buzzcocks per tirare su questa vichinga. Passerà mai un giorno tranquillo questa ragazza?
Raggiungiamo l’Auditorium tra il sottofondo punk e i racconti avvincenti de La Banale. Arrivate, facciamo un assurdo slalom per raggiungere la biglietteria e ci mettiamo un po’ per capire quale delle sei casse aperte nasconda il nostro accredito.
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gen 31
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What kind of animal are we?
La Punk, prima di avviarsi verso l’Init a casa degli Heavy Trash, si assicura che mi venga affisso un timbro sulla mano con su scritte indicazioni per riconsegnarmi (nel caso di strani effetti collaterali della serata). Sarà maleducata ma è pur sempre una donna saggia. Il palmo sinistro reca [...] [...more]
What kind of animal are we?

La Punk, prima di avviarsi verso l’Init a casa degli Heavy Trash, si assicura che mi venga affisso un timbro sulla mano con su scritte indicazioni per riconsegnarmi (nel caso di strani effetti collaterali della serata). Sarà maleducata ma è pur sempre una donna saggia. Il palmo sinistro reca tutte le info: Circolo Degli Artisti, via Casilina Vecchia. Bene, finalmente posso entrare. Per prima cosa trovo molto curioso (ho detto curioso perché mi autocensuro) l’abbinamento di Sara Lov alle COS…
Non a caso le prime file sono occupate da persone composte che ascoltano attente, mentre in fondo sembra di essere a una partita di calcio: per l’esattezza categoria “promozione”.
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Banale
gen 31
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“Muovi il culo e non pensi a niente..”
Sono riuscita a rimediare le dispense per l’esame e mi sono anche comprata un bel libro sul punk pieno d’interviste inedite ed edite. Sta sera vado a sentire gli Heavy Trash e non ho subito ritardi ferroviari, né assistito a suicidi metropolitani. Direi che è una buona giornata [...] [...more]
“Muovi il culo e non pensi a niente..”

Sono riuscita a rimediare le dispense per l’esame e mi sono anche comprata un bel libro sul punk pieno d’interviste inedite ed edite. Sta sera vado a sentire gli Heavy Trash e non ho subito ritardi ferroviari, né assistito a suicidi metropolitani. Direi che è una buona giornata nonostante la sveglia alle 6.40, ma anche quella non mi dispiace.
La Banale deve scegliere tra Chicks of Speed e gli Heavy Trash. Voi che pensate che abbia scelto? naturalmente le Chicks. Mi pare ovvio che ci separiamo per sta sera. Quindi arrivate in zona Circolo io aspetto il Madmonk, dopo avergli preso il biglietto e nel frattempo faccio compagnia a La Banale che, al contrario di me, ha avuto una giornata piuttosto complicata. Rimango all’ingresso del Circolo giusto il tempo di una sigaretta, poi mi chiama il mio cavaliere e lascio la mia socia al suo destino. Mi porto in zona Init facendo da Bianconiglio ad un ragazzo che cerca l’ingresso del suddetto locale. Fa freddissimo. Avrò fatto bene a lasciarla lì? Infondo è una guerriera, se la caverà. Poi siamo talmente vicine che potrei anche sentirla parlare.
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LaPunk
gen 29
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Tags: circolo degli artisti, concerto zen circus 19 dicembre, concerto zen circus circolo degli artisti, concerto zen circus roma, fusoradio, in tour nel paese che sembra una scarpa, intervista zen circus, interviste, live, locusta, mojo_pin, musica italiana, podcast, radiosonar, recensione concerto zen circus, recensione zen circus, rock, rock italiano, zen circus andate tutti affanculo
In occasione del concerto tenuto sabato 19 dicembre al Circolo degli Artisti di Roma, Mojo_Pin per conto della Redazione di Fusoradio e Radiosonar ha intervistato gli
ZEN CIRCUS
Tappa romana del tour “Nel paese che sembra una scarpa”,
in cui hanno suonato il nuovo disco “Andate tutti affanculo”,
il concerto è stato invece seguito da TenderBranson.
Eccovi la recensione.
Andiamo tutti [...] [...more]
In occasione del concerto tenuto sabato 19 dicembre al Circolo degli Artisti di Roma, Mojo_Pin per conto della Redazione di Fusoradio e Radiosonar ha intervistato gli

ZEN CIRCUS
Tappa romana del tour “Nel paese che sembra una scarpa”,
in cui hanno suonato il nuovo disco “Andate tutti affanculo”,
il concerto è stato invece seguito da TenderBranson.
Eccovi la recensione.
Andiamo tutti affanculo.
Quando un’intervista scorre (troppo) veloce e per la prima volta ti trovi intorno al microfono tutti i membri di un gruppo, con la stessa voglia di parlare e risponderti e raccontarsi, diventa difficile scrivere una recensione di un concerto. Soprattutto se il concerto si tiene soltanto due ore dopo.
Perciò sarò molto poco obiettivo. Vostro Onore mi dichiaro colpevole di parzialità.
Parzialità che peraltro in buona parte mi portavo dietro da casa, ben prima dell’intervista. Ben prima di sabato 19 dicembre 2009. Più o meno dalla prima volta che mi è capitato di ascoltare “Gente di merda”, la canzone che gli Zen Circus hanno regalato alla compilation Il Paese è reale. E che si è rafforzata ai successivi dieci ascolti. E che si è liquefatta in adorazione – neanche fossi un credente napoletano di fronte al sangue di San Gennaro! – al primo ascolto di Andate Tutti Affanculo, l’ultimo disco del gruppo pisano.
Quando le luci si spengono, sul palco non c’è ancora nessuno.
(nella prosecuzione del post trovate anche il file audio dell’intervista e la linkografia degli Zen Circus)
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gen 24
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Tags: banale, circolo degli artisti, concerto zu, dispositivo per il lancio obliquo di una sferetta, fusoradio, giulio favero, jacopo battaglia, jazz, jazz core, la punk, luca mai, massimo pupillo, math rock, metal jazz, radiosonar, recensione zu, recensioni, recensioni concerti rock, recensioni incaute, rock, rock strumentale, take a walk on the wild side, teatro degli orrori, zu, zu 14 gennaio roma, zu bromio, zu carboniferous
Il 14 gennaio al Circolo degli Artisti hanno suonato gli ZU
(preceduti dai DISPOSITIVO PER IL LANCIO OBLIQUO DI UNA SFERETTA).
Per chi di voi se li fosse persi, per chi invece c’era e vuole rivivere il concerto, per chi non li conosce e cercava la ricetta della zuppa ma gli è partito invio [...] [...more]
Il 14 gennaio al Circolo degli Artisti hanno suonato gli ZU
(preceduti dai DISPOSITIVO PER IL LANCIO OBLIQUO DI UNA SFERETTA).
Per chi di voi se li fosse persi, per chi invece c’era e vuole rivivere il concerto, per chi non li conosce e cercava la ricetta della zuppa ma gli è partito invio quando aveva scritto soltanto zu

queste sono le prime
RECENSIONI INCAUTE
E’ Anche Rumore…
La Banale mi aspetta nel bar “più coatto del mondo”
come mi scrive nel messaggio.
L’ho pregata di essere puntuale e l’ho battezzata “mamma orsa” per la serata. Mi sembrava carino, anche se lei non c’entra niente con gli orsi, forse lo scoiattolo le si addice di più, visto che si muove in continuazione. Infatti non fa che agitarsi sul sedile della mia auto mentre la traghetto in zona Circolo degli Artisti.
Mentre camminiamo verso il tempio scintillante della musica romana, tempestato di ex indie rockers che adesso viaggiano su stili più sobri dati gli ultimi cambiamenti di tendenza, mi accorgo di avere in tasca il coperchio di una scatola dai contenuti illeciti che a casa non trovavo. l’avevo messo nella borsa, ma senza la scatola. Sto andando in giro con un coperchio nella borsa. Lo dico a La Banale e lei dopo avermi derisa in svariati modi dice, come colta da un illuminazione, “potrebbe essere il coperchio del vaso di pandora..”. Io divento seria perché quando fa così mi fa un po’ paura, ma anche perché mi piace essere sarcastica con lei e soprattutto perché mi diverto a non darle ragione.
Il Circolo è pieno di gente e stanno suonando i Dispositivo per il Lancio Obliquo di una Sferetta quando arriviamo, perfettamente in tema con la serata Math Rock cui stiamo assistendo. Penso che questo genere sia arduo da suonare, ma ancora più arduo da sentire su disco. Ma sono abbastanza convinta che concerti del genere meritino assolutamente di essere visti.
Rivedo i Dispositivo a distanza di tempo ed è difficile non constatare il loro progressivo miglioramento. Non è solo una questione di tecnica, che hanno da vendere, ma anche di calore e di pulizia. A parte i complicati incastri ritmici e i fraseggi che sboccano in sonorità spesso aperte, ora sinuose e avvolgenti ora spigolose e ingarbugliate, che ricordano le sonorità di giganti del prog più sregolato e contaminato quali Frank Zappa e Motorpsyco, i Dispositivo riescono ad esprimere enfasi e caos nel modo più ordinato e pulito possibile e, nonostante la supponenza del genere, riescono ad essere anche calorosi e simpatici nei confronti di chi li ascolta. E’ il loro modo di smaniare sugli strumenti come se fossero posseduti e la padronanza nel gestire melodie complicate e assurde a renderli interessanti agli occhi di chi ascolta sotto il palco. Follia e buon gusto direi che sono i principali ingredienti di questo gruppo, senza parlare della preparazione che hanno alle spalle.
Un momento di pausa prima della tempesta. Una sigaretta e una birra, e una moltitudine di persone che si affollano all’entrata della sala. Stanno per cominciare. Infatti ecco che si palesano gli Zu, portatori di un verbo ai più ignoto. Ho sempre pensato che gli Zu li sentano il 15% di coloro che dicono di ascoltarli. Penso che siano un gruppo non facile da seguire e che siano esponenti di una lunga generazione di sperimentatori incompresi che si estende da Stravinsky fino ai Don Caballero e che dal vivo fanno faville. Difficile intuire l’alchimia per cui un sax baritono, una batteria e un basso che apparentemente sembrano muoversi ognuno per conto proprio, riescano ad incastrarsi e a produrre materiale sonoro che si fa largo tra generi molto diversi tra loro come jazz, drum an bass, metal e punk; il tutto imballato e sigillato con la scritta “hardcore”. Principalmente vengono proposti pezzi di Carboniferous, il loro ultimo lavoro del 2009. Qui incastri ritmici e sperimentazione oscillante tra deliri strumentali e oscure forme musicali la fanno da padroni, ma del resto ci troviamo di fronte ai migliori esponenti del genere. Si aggiunge all’allegro terzetto anche Giulio Ragno Favero, bassista de Il Teatro degli Orrori nonché ex One Dimensional Men , che in veste di chitarrista aggiunge il groove della sua chitarra acida a quella miscellanea eseguendo Obsidian. Si parte da Chtonian, si procede passando per Carbon, Mimosa Hostilis, Orc preceduta da latrati di cani. Il tutto si muove lungo suoni stridenti e ridondanti che in alcuni momenti sembrano quasi doom, per concludersi con Ostia, forse il pezzo più noto del gruppo. Riprendono con bis di Bromio (1999) e pezzi che hanno l’aria di una vera e propria jam session improvvisata per il pubblico “tanto noi ce lo possiamo permettere e viene comunque bene”.
Va bene infatti è un bel concerto, ma ogni volta che mi torna in mano il coperchio della scatola non posso fare a meno di pensare che forse non sto bene per niente. La Banale di fianco a me sembra soddisfatta del live, per lo meno da un po’ sta buona e ferma. Ecco, probabilmente è come me e anche lei con la musica si calma. Certo è che la caratteristica di questo genere entropico non è solo la musica, è soprattutto il rumore.
LaPunk

Alla corte degli Zu.
Mi piacciono le sorprese. A voi? A chi non piacciono d’altronde… E fu così che mi lasciai trascinare nello storico stanzone asettico di via Casilina Vecchia. “Suonano gli Zu!” “L’anno scorso li ha presentati Danny De Vito!”
Ah beh, ora ho capito. Salgo in macchina dell’amica punk e ci avviamo verso il Circolo Degli Artisti (per chi ancora non avesse capito de che stamo a parlà) La sala è gremita come sospettavamo ma riusciamo a trovare posto per noi e per un coperchio (curiosi, eh?)
E’ la fine dell’inizio, o meglio, il live in apertura dei Dispositivoperilanciobliquodiunasferetta è agli sgoccioli – scusate il ritardo – trovo il loro post rock ambient e crick e crock piacevole ma è solo quando aumentano i ritmi, che mi vanno a genio davvero! Le chitarre si rincorrono e sfiorano pulsazioni psichedeliche che entrano con facilità nel nostro vaso di Pandora… penso che possano permettersi di esibire un nome lunghissimo e di essere lo specchio di un’inquietudine mista a tranquillità in salsa elettro – progressive. Poi la sala si svuota e la fila al bar aumenta. Scappiamo a prendere una birra fuori, si rientra e un impero di Gulliver mi impedisce la visuale ma ho un amico Gulliver anch’io: posso avere la cronaca del concerto degli Zu, d e t t a g l i a t a. Qualche volta mi metto sulle punte perché la curiosità è tanta e come una ballerina (votatemi da casa, la Celentano ce l’ha con me) scruto le teste di Mai, Pupillo e Battaglia. Sax, basso e batteria e una miriade di suoni convulsi/metodici/da brividi e la testa segue il ritmo.
I brani sono quelli dell’album del 2009 e siamo di fronte a un vulcano che erutta copioso: i polmoni di Mai proiettano nell’aria lapilli incandescenti, che fiato ragazzi.. E tutto intorno, il magma fluido e di un potente rosso, cola lungo le pareti del palco insieme a: foraminiferi fusiformi, coralli, brachiopodi, molluschi, briozoi, crinoidi, ostracodi e insomma a tutte le forme di vita appartenenti al periodo Carboniferous.
Pupillo domina la lava, sdraiato sul suo basso effettato e Battaglia dà il meglio schivando trilobiti, quando si alza in piedi sferrando colpi alla batteria. “E’ volata una bacchetta” dice l’amico Gulliver, “lo credo bene” rispondo. La Punk è molto attenta a quanto sta ascoltando, ve lo faccio notare perché è un metro di giudizio: non è semplice catturare la sua attenzione ma il punto è che c’era proprio tutto… Un post – jazz, una minuziosa elettronica, linee metalliche e pure un teatrante degli orrori alla chitarra. Ma insomma, qual è chiave di volta, di questi cervelli in fuga dallo stato “pizza e mandolino”? Fusione, accelerazione, un basso frenetico, un sax incalzante, una batteria pestata a sangue con garbo e un pubblico che si agita, rapito dai pifferai magici capitolini: e meno male che erano di difficile ascolto.
Poi ho sentito abbaiare e Gulliver mi ha rassicurato sulla non presenza di cani sul palco – per intenderci, il mio animale casalingo è molto geloso – “Che fanno?” chiedo, perché ormai non vedo più. “Niente, il batterista è in piedi, il chitarrista è sul posto come prima, il sassofonista suona e il bassista guarda in alto in un punto fisso” E dunque chiedo rassicurazioni sulla non – presenza della Madonna sul palco: anche oggi l’abbiamo scampata, non c’è. Ci sono solo la potenza dirompente di Ostia e talenti da esportare all’estero, oltre a Laura Pausini, ovviamente. Il diavolo fa le pentole, La Punk quando non è maleducata ci mette i coperchi e io i vasi, per conservare serate come questa.
N.B. nessun cane è stato maltrattato durante il concerto.
Banale
per chi volesse maggiori notizie sugli ZU:
http://it.wikipedia.org/wiki/Zu_%28gruppo_musicale%29
http://www.myspace.com/zuband
e magari ascoltare qualcosa di loro…
OSTIA: http://www.youtube.com/watch?v=hun8GlxGYus
CARBON: http://www.youtube.com/watch?v=LcZlKwbvgCE&feature=related
(entrambi da CARBONIFEROUS, 2009)
e per i DISPOSITIVO PER IL LANCIO OBLIQUO DI UNA SFERETTA:
www.myspace.com/maledettidispo