feb 17
Posted: under Torture Time.
Tags: frank zappa, fusoradio, galileo hai vinto!, gli scarafaggi non hanno re, intelligenza emotiva, jazz, memorie del sottosuolo, musica, podcast, rock, scritti corsari, smargio, Torture Time
Lunedì 25 gennaio è andato in onda
TORTURE TIME – Capitolo 40
ideato e condotto da smargio in collaborazione con wj Spijker e wj Aversax
RICOMINCIAMO DA TRE
Di nuovo dal Fusolab, di nuovo in compagnia di carissimi amici.
Smargio in compagnia di due ospiti d’eccezione, con i quali chiacchiera di musica e ai quali chiede consigli letterari. Questa settimana [...] [...more]
Lunedì 25 gennaio è andato in onda
TORTURE TIME – Capitolo 40
ideato e condotto da smargio in collaborazione con wj Spijker e wj Aversax
RICOMINCIAMO DA TRE

Di nuovo dal Fusolab, di nuovo in compagnia di carissimi amici.
Smargio in compagnia di due ospiti d’eccezione, con i quali chiacchiera di musica e ai quali chiede consigli letterari. Questa settimana la rubrica Letture stonate è gestita dagli ospiti. Wj Spijker propone: Gli scarafaggi non hanno re di Daniel Evan Weiss; Intelligenza emotiva di Daniel Goleman; Scritti corsari di Pierpaolo Pasolini. Wj Aversax invece consiglia: Memorie del sottosuolo di Dostoevskij e Hai vinto Galileo! di Piergiorgio Odifreddi.
il file audio della puntata:
01. Phish – Llama
02. Frank Zappa – Little House I Used To Live In
03. Deftones – My Own Summer (Shove It)
04. Stereolab – Metronomic Underground
05. John Lee Hooker – One Bourbon, One Scotch, One Beer
06. B.B. King – The Thrill Is Gone
07. Bettie Serveert – Under The Surface
08. Cannonball Adderley – Limehouse Blues
09. Tinariwen – Intitlayaghen
gen 24
Posted: under Take a walk on the wild side - recensioni incaute.
Tags: banale, circolo degli artisti, concerto zu, dispositivo per il lancio obliquo di una sferetta, fusoradio, giulio favero, jacopo battaglia, jazz, jazz core, la punk, luca mai, massimo pupillo, math rock, metal jazz, radiosonar, recensione zu, recensioni, recensioni concerti rock, recensioni incaute, rock, rock strumentale, take a walk on the wild side, teatro degli orrori, zu, zu 14 gennaio roma, zu bromio, zu carboniferous
Il 14 gennaio al Circolo degli Artisti hanno suonato gli ZU
(preceduti dai DISPOSITIVO PER IL LANCIO OBLIQUO DI UNA SFERETTA).
Per chi di voi se li fosse persi, per chi invece c’era e vuole rivivere il concerto, per chi non li conosce e cercava la ricetta della zuppa ma gli è partito invio [...] [...more]
Il 14 gennaio al Circolo degli Artisti hanno suonato gli ZU
(preceduti dai DISPOSITIVO PER IL LANCIO OBLIQUO DI UNA SFERETTA).
Per chi di voi se li fosse persi, per chi invece c’era e vuole rivivere il concerto, per chi non li conosce e cercava la ricetta della zuppa ma gli è partito invio quando aveva scritto soltanto zu

queste sono le prime
RECENSIONI INCAUTE
E’ Anche Rumore…
La Banale mi aspetta nel bar “più coatto del mondo”
come mi scrive nel messaggio.
L’ho pregata di essere puntuale e l’ho battezzata “mamma orsa” per la serata. Mi sembrava carino, anche se lei non c’entra niente con gli orsi, forse lo scoiattolo le si addice di più, visto che si muove in continuazione. Infatti non fa che agitarsi sul sedile della mia auto mentre la traghetto in zona Circolo degli Artisti.
Mentre camminiamo verso il tempio scintillante della musica romana, tempestato di ex indie rockers che adesso viaggiano su stili più sobri dati gli ultimi cambiamenti di tendenza, mi accorgo di avere in tasca il coperchio di una scatola dai contenuti illeciti che a casa non trovavo. l’avevo messo nella borsa, ma senza la scatola. Sto andando in giro con un coperchio nella borsa. Lo dico a La Banale e lei dopo avermi derisa in svariati modi dice, come colta da un illuminazione, “potrebbe essere il coperchio del vaso di pandora..”. Io divento seria perché quando fa così mi fa un po’ paura, ma anche perché mi piace essere sarcastica con lei e soprattutto perché mi diverto a non darle ragione.
Il Circolo è pieno di gente e stanno suonando i Dispositivo per il Lancio Obliquo di una Sferetta quando arriviamo, perfettamente in tema con la serata Math Rock cui stiamo assistendo. Penso che questo genere sia arduo da suonare, ma ancora più arduo da sentire su disco. Ma sono abbastanza convinta che concerti del genere meritino assolutamente di essere visti.
Rivedo i Dispositivo a distanza di tempo ed è difficile non constatare il loro progressivo miglioramento. Non è solo una questione di tecnica, che hanno da vendere, ma anche di calore e di pulizia. A parte i complicati incastri ritmici e i fraseggi che sboccano in sonorità spesso aperte, ora sinuose e avvolgenti ora spigolose e ingarbugliate, che ricordano le sonorità di giganti del prog più sregolato e contaminato quali Frank Zappa e Motorpsyco, i Dispositivo riescono ad esprimere enfasi e caos nel modo più ordinato e pulito possibile e, nonostante la supponenza del genere, riescono ad essere anche calorosi e simpatici nei confronti di chi li ascolta. E’ il loro modo di smaniare sugli strumenti come se fossero posseduti e la padronanza nel gestire melodie complicate e assurde a renderli interessanti agli occhi di chi ascolta sotto il palco. Follia e buon gusto direi che sono i principali ingredienti di questo gruppo, senza parlare della preparazione che hanno alle spalle.
Un momento di pausa prima della tempesta. Una sigaretta e una birra, e una moltitudine di persone che si affollano all’entrata della sala. Stanno per cominciare. Infatti ecco che si palesano gli Zu, portatori di un verbo ai più ignoto. Ho sempre pensato che gli Zu li sentano il 15% di coloro che dicono di ascoltarli. Penso che siano un gruppo non facile da seguire e che siano esponenti di una lunga generazione di sperimentatori incompresi che si estende da Stravinsky fino ai Don Caballero e che dal vivo fanno faville. Difficile intuire l’alchimia per cui un sax baritono, una batteria e un basso che apparentemente sembrano muoversi ognuno per conto proprio, riescano ad incastrarsi e a produrre materiale sonoro che si fa largo tra generi molto diversi tra loro come jazz, drum an bass, metal e punk; il tutto imballato e sigillato con la scritta “hardcore”. Principalmente vengono proposti pezzi di Carboniferous, il loro ultimo lavoro del 2009. Qui incastri ritmici e sperimentazione oscillante tra deliri strumentali e oscure forme musicali la fanno da padroni, ma del resto ci troviamo di fronte ai migliori esponenti del genere. Si aggiunge all’allegro terzetto anche Giulio Ragno Favero, bassista de Il Teatro degli Orrori nonché ex One Dimensional Men , che in veste di chitarrista aggiunge il groove della sua chitarra acida a quella miscellanea eseguendo Obsidian. Si parte da Chtonian, si procede passando per Carbon, Mimosa Hostilis, Orc preceduta da latrati di cani. Il tutto si muove lungo suoni stridenti e ridondanti che in alcuni momenti sembrano quasi doom, per concludersi con Ostia, forse il pezzo più noto del gruppo. Riprendono con bis di Bromio (1999) e pezzi che hanno l’aria di una vera e propria jam session improvvisata per il pubblico “tanto noi ce lo possiamo permettere e viene comunque bene”.
Va bene infatti è un bel concerto, ma ogni volta che mi torna in mano il coperchio della scatola non posso fare a meno di pensare che forse non sto bene per niente. La Banale di fianco a me sembra soddisfatta del live, per lo meno da un po’ sta buona e ferma. Ecco, probabilmente è come me e anche lei con la musica si calma. Certo è che la caratteristica di questo genere entropico non è solo la musica, è soprattutto il rumore.
LaPunk

Alla corte degli Zu.
Mi piacciono le sorprese. A voi? A chi non piacciono d’altronde… E fu così che mi lasciai trascinare nello storico stanzone asettico di via Casilina Vecchia. “Suonano gli Zu!” “L’anno scorso li ha presentati Danny De Vito!”
Ah beh, ora ho capito. Salgo in macchina dell’amica punk e ci avviamo verso il Circolo Degli Artisti (per chi ancora non avesse capito de che stamo a parlà) La sala è gremita come sospettavamo ma riusciamo a trovare posto per noi e per un coperchio (curiosi, eh?)
E’ la fine dell’inizio, o meglio, il live in apertura dei Dispositivoperilanciobliquodiunasferetta è agli sgoccioli – scusate il ritardo – trovo il loro post rock ambient e crick e crock piacevole ma è solo quando aumentano i ritmi, che mi vanno a genio davvero! Le chitarre si rincorrono e sfiorano pulsazioni psichedeliche che entrano con facilità nel nostro vaso di Pandora… penso che possano permettersi di esibire un nome lunghissimo e di essere lo specchio di un’inquietudine mista a tranquillità in salsa elettro – progressive. Poi la sala si svuota e la fila al bar aumenta. Scappiamo a prendere una birra fuori, si rientra e un impero di Gulliver mi impedisce la visuale ma ho un amico Gulliver anch’io: posso avere la cronaca del concerto degli Zu, d e t t a g l i a t a. Qualche volta mi metto sulle punte perché la curiosità è tanta e come una ballerina (votatemi da casa, la Celentano ce l’ha con me) scruto le teste di Mai, Pupillo e Battaglia. Sax, basso e batteria e una miriade di suoni convulsi/metodici/da brividi e la testa segue il ritmo.
I brani sono quelli dell’album del 2009 e siamo di fronte a un vulcano che erutta copioso: i polmoni di Mai proiettano nell’aria lapilli incandescenti, che fiato ragazzi.. E tutto intorno, il magma fluido e di un potente rosso, cola lungo le pareti del palco insieme a: foraminiferi fusiformi, coralli, brachiopodi, molluschi, briozoi, crinoidi, ostracodi e insomma a tutte le forme di vita appartenenti al periodo Carboniferous.
Pupillo domina la lava, sdraiato sul suo basso effettato e Battaglia dà il meglio schivando trilobiti, quando si alza in piedi sferrando colpi alla batteria. “E’ volata una bacchetta” dice l’amico Gulliver, “lo credo bene” rispondo. La Punk è molto attenta a quanto sta ascoltando, ve lo faccio notare perché è un metro di giudizio: non è semplice catturare la sua attenzione ma il punto è che c’era proprio tutto… Un post – jazz, una minuziosa elettronica, linee metalliche e pure un teatrante degli orrori alla chitarra. Ma insomma, qual è chiave di volta, di questi cervelli in fuga dallo stato “pizza e mandolino”? Fusione, accelerazione, un basso frenetico, un sax incalzante, una batteria pestata a sangue con garbo e un pubblico che si agita, rapito dai pifferai magici capitolini: e meno male che erano di difficile ascolto.
Poi ho sentito abbaiare e Gulliver mi ha rassicurato sulla non presenza di cani sul palco – per intenderci, il mio animale casalingo è molto geloso – “Che fanno?” chiedo, perché ormai non vedo più. “Niente, il batterista è in piedi, il chitarrista è sul posto come prima, il sassofonista suona e il bassista guarda in alto in un punto fisso” E dunque chiedo rassicurazioni sulla non – presenza della Madonna sul palco: anche oggi l’abbiamo scampata, non c’è. Ci sono solo la potenza dirompente di Ostia e talenti da esportare all’estero, oltre a Laura Pausini, ovviamente. Il diavolo fa le pentole, La Punk quando non è maleducata ci mette i coperchi e io i vasi, per conservare serate come questa.
N.B. nessun cane è stato maltrattato durante il concerto.
Banale
per chi volesse maggiori notizie sugli ZU:
http://it.wikipedia.org/wiki/Zu_%28gruppo_musicale%29
http://www.myspace.com/zuband
e magari ascoltare qualcosa di loro…
OSTIA: http://www.youtube.com/watch?v=hun8GlxGYus
CARBON: http://www.youtube.com/watch?v=LcZlKwbvgCE&feature=related
(entrambi da CARBONIFEROUS, 2009)
e per i DISPOSITIVO PER IL LANCIO OBLIQUO DI UNA SFERETTA:
www.myspace.com/maledettidispo
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: fusoradio, jazz, john coltrane, miles davis, musica, nigger, podcast, Round midnight
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica PRIMA PUNTATA
“Egli non ha cambiato solo il modo in cui si suona la musica, ha fatto molto di più: ha profondamente influito sul modo in cui si ascolta la musica. Ha reso chiaro a tutti che il suono in sè può cambiarci, trasformarci, renderci [...] [...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
PRIMA PUNTATA

“Egli non ha cambiato solo il modo in cui si suona la musica, ha fatto molto di più: ha profondamente influito sul modo in cui si ascolta la musica. Ha reso chiaro a tutti che il suono in sè può cambiarci, trasformarci, renderci migliori. Il suono della musica, lui ne era convinto, può guarirci dalle angosce esistenziali e avvicinarci al Dio in cui crediamo, quale che sia la sua forma.”
L’infanzia e i primi approcci alla musica. I problemi con la droga, le crisi e i fallimenti.
I primi successi, la collaborazione con Miles Davis con la droga e l’alcool sempre troppo invadenti.
La redenzione e la rinascita.
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo al parlato: Blue Train; Mr. Day; Blues to You
1. J. Hodges – Mood Indigo
2. L. Young – These foolish things
3. C. Hawkins – Body and soul
4. D. Gillespie – We love to Boogie
5. M. Davis Quintet – My Funny Valentine
6. M. Davis Quintet- Oleo
7. M. Davis Quintet – Salt peanuts
8. M. Davis Quintet – Trane’s Blues
9. J. Coltrane – How deep is the ocean?
10. M. Davis Quintet – Round About Midnight
11. J. Coltrane – While my Lady sweeps
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: black pearls, Five spot, fusoradio, jazz, john coltrane, musica, nigger, podcast, prestige, Round midnight, soultrane, thelonius monk, Traneing In
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica SECONDA PUNTATA
Primavera 1957 estate 1958
L’esperienza nel Thelonius Monk Quartet e le registrazioni di BLUE TRAIN.
Proseguono le incisioni per la Prestige e l’evoluzione dello stile negli “sheets of sound”.
il file audio dell’ultima parte:
1. In walked Bud
2. I mean You
3. Blue train
4. [...] [...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
SECONDA PUNTATA

Primavera 1957 estate 1958
L’esperienza nel Thelonius Monk Quartet e le registrazioni di BLUE TRAIN.
Proseguono le incisioni per la Prestige e l’evoluzione dello stile negli “sheets of sound”.
il file audio dell’ultima parte:
1. In walked Bud
2. I mean You
3. Blue train
4. Moment’s notice
5. Locomotion
6. I’m old fashioned
7. Lazy Bird
8. Good bait
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: Cannonball Adderley, fusoradio, giant steps, jazz, john coltrane, Kind of blue, miles davis, Milestones, musica, nigger, podcast, Round midnight
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica TERZA PUNTATA
Inverno 1957 – fine 1959
Il sestetto di Miles Davis con Bill Evans, Cannonball Adderley e lo stesso Coltrane e l’approccio con il modale.
Le registrazioni di Kind of Blue, la genesi di un capolavoro.
La sfida armonica di Giant Steps.
il file audio dell’ultima parte:
01. Straight, [...] [...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
TERZA PUNTATA

Inverno 1957 – fine 1959
Il sestetto di Miles Davis con Bill Evans, Cannonball Adderley e lo stesso Coltrane e l’approccio con il modale.
Le registrazioni di Kind of Blue, la genesi di un capolavoro.
La sfida armonica di Giant Steps.
il file audio dell’ultima parte:
01. Straight, no Chaser
02. Sid’s Ahead
03. So what
04. Freddie freeloader
05. Blue in green
06. All Blues
07. Flamenco sketches
08. Giant steps
09. Naima
10. Mr. P.C.
11. Cousin Mary
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: anni 60, coltrane jazz, Coltrane plays the blues, free jazz, fusoradio, jazz, john coltrane, musica, my favorite things, nigger, ornette coleman, podcast, Round midnight
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica QUARTA PUNTATA
1960
Le influenze del Free Jazz di Coleman e la dipartita dal sestetto di Davis.
L’approccio con il sax soprano e la formazione del quartetto.
My Favorite Things (con McCoy Tyner, Steve Davis, Elvin Jones).
Coltrane Plays the Blues.
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo sul parlato: How deep [...] [...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
QUARTA PUNTATA

1960
Le influenze del Free Jazz di Coleman e la dipartita dal sestetto di Davis.
L’approccio con il sax soprano e la formazione del quartetto.
My Favorite Things (con McCoy Tyner, Steve Davis, Elvin Jones).
Coltrane Plays the Blues.
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo sul parlato: How deep is the ocean?
1. My favorite things
2. Every time we say goodbye
3. Summertime
4. But not for me
5. Blues to Elvin
6. Blues to Bechet
7. Blues to You
8. Mr. Day
9. Mr. Knight
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: africa/brass, eric dolphy, fusoradio, impressions, impulse!, india, jazz, john coltrane, musica, nigger, olè, podcast, Round midnight, Village Vanguard
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica 1961: AFRICA, OLE’, IMPRESSIONS – QUINTA PUNTATA
1961
Il contratto con la Impulse! e l’amicizia con Eric Dolphy. Africa/Brass. Olè.
Il John Coltrane Quintet e le critiche.
“Guardando dentro di se, stava cercando un centro che contenesse sia l’essenza della musica che lo spirito divino. Da quel momento [...] [...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
1961: AFRICA, OLE’, IMPRESSIONS – QUINTA PUNTATA

1961
Il contratto con la Impulse! e l’amicizia con Eric Dolphy. Africa/Brass. Olè.
Il John Coltrane Quintet e le critiche.
“Guardando dentro di se, stava cercando un centro che contenesse sia l’essenza della musica che lo spirito divino. Da quel momento gran parte della sua musica sarebbe stata il risultato dell’operazione di ripulitura dello specchio”.
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo: Impressions
1. Greensleeves
2. Blues minor
3. Olè
4. Spiritual
5. India
6. Chasin’ the Trane
7. After the train
8. Dear old Stockholm
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: crescent, duke ellington, fusoradio, jazz, john coltrane, live at birdland, musica, nigger, podcast, Round midnight
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica A LOVE SUPRIME – SESTA PUNTATA
1962 – 1964
Ritorno al quartetto e l’esplosione del successo dopo My favorite Things.
Il misticismo e la scienza, i nuovi interessi.
La collaborazione con Duke Ellington e l’album Crescent
La “New Think”, le sperimentazioni e gli scombussolamenti sociali degli anni ‘60.
A Love [...] [...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
A LOVE SUPRIME – SESTA PUNTATA

1962 – 1964
Ritorno al quartetto e l’esplosione del successo dopo My favorite Things.
Il misticismo e la scienza, i nuovi interessi.
La collaborazione con Duke Ellington e l’album Crescent
La “New Think”, le sperimentazioni e gli scombussolamenti sociali degli anni ‘60.
A Love Suprime una preghiera divina.
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo sul parlato: Crescent
1. Out of this world
2. In a sentimental mood
3. I want to talk about you
4. A Love Supreme
1a parte – Acknowledgement
2a parte – Resolution
3a parte – Pursuance
4a parte – Psalm
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: controinformazione, diritti, fusoradio, jazz, john coltrane, musica, nigger, podcast, Round midnight, transition
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica Verso la NEW THING: TRANSITION – SETTIMA PUNTATA
1965
I tempi stanno cambiando. La nascita della controcoltura nella musica e nel sociale.
La vera rivoluzione e con essa la speranza di cambiare il mondo è la rivoluzione interiore
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo: Chim Chim Chiree
1. Brasilia
2. [...] [...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
Verso la NEW THING: TRANSITION – SETTIMA PUNTATA

1965
I tempi stanno cambiando. La nascita della controcoltura nella musica e nel sociale.
La vera rivoluzione e con essa la speranza di cambiare il mondo è la rivoluzione interiore
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo: Chim Chim Chiree
1. Brasilia
2. Nature Boys
3. Song of Praise
4. Transition
5. Dear Lord
6. Prayer and Meditation
7. Welcome
gen 16
Posted: under John Coltrane - Monografia, Round midnight.
Tags: expression, fusoradio, interstellar space, jazz, john coltrane, musica, nigger, podcast, Round midnight
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica Out of This World – OTTAVA PUNTATA
1965 -1967
Le ultime registrazioni e la malattia.
“Entusiasma od esalta, oppure fa infuriare”
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo: Naima
1. The Father and the Son and the Holy Ghost
2. Living Space
3. Untitled
4. Peace on Earth
5. Venus
[...more]
a cura di NIGGER:
JOHN COLTRANE – La vita e la musica
Out of This World – OTTAVA PUNTATA

1965 -1967
Le ultime registrazioni e la malattia.
“Entusiasma od esalta, oppure fa infuriare”
il file audio dell’ultima parte:
Sottofondo: Naima
1. The Father and the Son and the Holy Ghost
2. Living Space
3. Untitled
4. Peace on Earth
5. Venus